#134

Capita di sbagliare, talvolta capita di sbagliare male.

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#133

Mi hai lasciato solo
A dormire fuori
Abbandonato in stazione
Nella notte più fredda dell’anno
E non potrò mai dimenticarlo
Nascondi ancora bene
In fondo tra tutte quelle parole
Aspettative recondite
Che non sai di manifestare
E mi crolli addosso
Per non prestarti accanto
Perché non ne avevo bisogno
Dunque arrivi al piano
Me convinto e sconvolto
Anche l’egoismo commuove
Se congeda i purtroppo
Quando l’aria iberna il pianto

#131

tu lo sai
che quando un uomo
incontra una donna
come te
non può fare finta 
di niente.
dicevi di avere
l’anima rotta
quanto il piede
e di non riuscire
bene a camminare.
cantavi per guarire
le tue ferite
nel sole
e per curare
tutto l’amore
che non soffocavi
nel cuore.
io non capisco molto
di questo mondo.
quello che conosco
l’ho imparato spesso
senza volerlo.
ma esiste soltanto
una cosa nella vita
a cui attribuisco senso:
la gioia di aver scoperto
un motivo nuovo
per essere grato,
la delicatezza di una mano
nella mano,
la sincerità di chi si rende
vulnerabile,
la felicità piena nel guardarti
sorridere,
lo stare dentro ai propri passi
con la leggerezza
dell’aquilone.

#130

Forse, magari un giorno
ci troveremo di nuovo seduti
vicini attorno allo stesso tavolo
senza avere nostro malgrado
nessuna intenzione specifica
ci raggiungeremo le mani
e riprenderemo sconnessi
trafugando risposte scomode
alle nostre ricerche di verità.
Non avevo avvertito al momento
come fosse la bellezza violenta
familiare quello che mi traducevi
in parole povere e omissioni.
Dovevi ad ogni quando confondermi
nel tuo vago svenire a placarmi.
Chissà cosa avremmo potuto
chissà dove saremmo mancati
dimenticandoci a vicenda la vita
reciproci nell’equivoco del tempo
che non abbiamo mai abbastanza
per il quale nemmeno più basta
dimettersi a disposizione
tentare di imporsi sui dati
ignorati del fato.

#129

Com’è e come ti viene
Non pensare ad altro
Perché perderemmo tutto
Gentile la bellezza non ci sceglie
Esattamente improvvisi
Prima ancora che già voglio
Assiepato ai tuoi sorrisi
Sempre fuori dagli schermi
Ad ogni mentre senza promesse
Scoprirsi adesso a piccole dosi
Sono quelle che mi osi
Si sorprende quando fugge
Spara forte alle maree
L’effetto notte delle crepe

#128

La matematica non è un’opinione. Se sei un pezzo di merda butti merda addosso agli altri. È giusto quello che sai fare, l’unica cosa che ti viene bene. Scherzi, cazzeggi con le persone. Scusa ma io la merda non la schiaccio, la schianto. La scanso e tiro dritto. Oltre di te. Oltre il presente, dentro al futuro che mi costruisco. Hai complessi di superiorità? Cazzi tuoi. L’umiltà non è mai stata una debolezza. Se pensi il contrario ti sbagli di grosso. È perché cerchi vendetta. Rivendichi riscatto da quel senso di nulla che ti rappresenta. Le parole sono pietre sante. Le parole sono il tramite attraverso il quale prende corpo il suono, la voce, un’idea, un’immagine. La mia poesia è emorragia, fuga di colore. Non puoi capire. Se sei senza alcuna abilità. Non c’è nessuna qualità nel tuo rancore, non pragmatico essere mediocre. Pronto a svendere tutto e tutti per un po’ di visibilità. Stai bene tu chiuso nella tua tribù. Io coltivo la mia rivolta nella comunità che abito, e nel dubbio che ogni volta mi resta dall’essere sicuro che ogni volta che dubito poi cerco una risposta. Certi grossi errori sanno come di presagio di grandezza, segnano la differenza, svelano qualcuno minuscolo ed enorme qualcun altro. Le scelte che faccio mi rendono l’uomo che mi ostino a crescere. Fanno di me un aspirante giusto in difesa dei principi che rispetto, della lungimiranza sul più debole che da te non mi aspetto. Fanno di te quello che sei: il vuoto caspico, meno della merda che sputo e mastico, ma non ti respiro, ti respingo e ti mando a fare in culo, da solo nella tua tristezza, meschino, in esilio nella tua ragione cinica. Sono altro da te. Sono un altro. Sono altro da me, sono diverso. Io non mi latito, colmo la distanza che ora agito. Io non mi latito. Provo riconoscenza e un rinnovato senso di appartenenza. Sono un altro. Sono un nuovo me. Sono di nuovo. Un altro. Di nuovo me. Di nuovo. Un altro. Me.